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direttore scientifico: dott. Gabriele Lami ANNO XI - ISSN 2037-6545
 
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Porti turistici: anche se non serve il piano regolatore portuale la regione può adottare atti di programmazione/gestione, concertandoli con le altre amministrazioni pubbliche coinvolte

Pur essendo i porti destinati a “funzioni turistiche e di diporto” sottratti all’obbligo di premunirsi di “un piano regolatore portuale” (art. 5 della L. n. 84 del 1994), è indubbio che la non necessità di uno strumento di tal fatta, riservato dalla legge ai porti di maggiore rilevanza, non comporta in alcun modo che sia preclusa una corretta programmazione/gestione dei porti turistici con quanto la stessa richiede in tema di concerti fra amministrazioni titolari di interessi pubblici diversi e confluenti e con quanto ad essa consegue in tema di esercizio ed esaurimento degli spazi di discrezionalità: amministrativa e tecnico/amministrativa: la norma statale quindi non priva le regioni del potere di far luogo ad atti di programmazione/gestione, concertandoli, per quanto necessario, con altre amministrazioni pubbliche deputate alla tutela di diversi, ma confluenti, interessi.


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