NOTIZIARIO QUOTIDIANO IN FORMATO DIGITALE ISSN 2037-6545 (ANNO XI) 
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La diffida a demolire abusi su suolo demaniale ex art. 35 t.u. edilizia non assoggetta ad una sorta di decadenza il potere sanzionatorio comunale

L’art. 35 del testo unico dell’edilizia non rappresenta norma posta a presidio del diritto di difesa del privato ma, quando precisa che in presenza «di interventi in assenza di permesso di costruire, ovvero in totale o parziale difformità dal medesimo, su suoli del demanio o del patrimonio dello Stato o di enti pubblici» l’Amministrazione comunale ordina al responsabile dell’abuso la demolizione ed il ripristino dello stato dei luoghi «previa diffida non rinnovabile», non intende con quest’ultima locuzione assoggettare il potere di vigilanza ad una sorta di decadenza o sanatoria, bensì semplicemente prescrivere al dirigente incaricato di non procrastinare (accordando ulteriori diffide) l’attuazione delle misure necessarie a ripristinare la legalità.


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