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Abusiva installazione su suolo pubblico di cartelloni pubblicitari pericolosi per il sistema stradale: va eseguita senza indugio la rimozione

In tema di abusiva installazione di cartelloni ed altri mezzi pubblicitari costituenti fonte di pericolo o di disordine del sistema stradale, il D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, art. 23, commi 13 bis e 13 quater, nell'attribuire agli enti proprietari delle strade o al concessionario il potere-dovere della loro rimozione, distingue a seconda che gli immobili su cui essi insistano siano di proprietà privata o pubblica (demaniale o rientrante nel patrimonio dei proprietari delle strade). Nella prima ipotesi, l'ente deve instaurare un contraddittorio con l'autore della violazione e con il proprietario dell'area, ove risulti collocato il cartellone, diffidandolo alla sua rimozione entro dieci giorni dalla relativa notifica, e, in mancanza, può asportarlo in danno dei responsabili con recupero delle spese sostenute tramite le normali azioni civili. Nella seconda ipotese invece, l'ente deve eseguire "senza indugio" la rimozione del cartellone e, per il recupero delle spese sopportate, deve trasmetterne la nota al prefetto, che ha il dovere di emettere ordinanza ingiunzione di pagamento.


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