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L’alienazione di beni presuntivamente culturali è nulla, ma è sanata dalla successiva dichiarazione di non interesse

La nullità degli atti di disposizione dei beni presuntivamente culturali è sanabile, se, pur dopo la stipula, la presunzione sia fatta venir meno: ciò avviene, in concreto, ove la stessa Soprintendenza, venuta a conoscenza dell’atto, compia a posteriori lo stesso accertamento di non sussistenza dell’interesse storico artistico, perché il bene perderà, ora per allora, la connotazione di bene culturale, e l’atto di disposizione resterà valido, mentre in caso contrario potrà essere fatta valere la nullità.


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