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Esproprionline.it - L'espropriazione per pubblica utilità.
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direttore scientifico: dott. Gabriele Lami ANNO X - ISSN 2037-6545
 
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  • I BENI DI INTERESSE STORICO-ARTISTICO SONO INESPROPRIABILI SOLO QUANDO FANNO PARTE DEL DEMANIO PUBBLICO


































I beni di interesse storico-artistico sono inespropriabili solo quando fanno parte del demanio pubblico

L'espropriazione costituisce un modo di acquisto della proprietà che produce, in sostanza, gli stessi effetti dell’alienazione, determinando un mutamento della titolarità del diritto di proprietà. Tale operazione effettuata su un bene demaniale di interesse storico-artistico è nulla. Tuttavia va precisato che mentre gli immobili appartenenti allo Stato riconosciuti di interesse storico, archeologico e artistico fanno parte del demanio pubblico ex art. 822, 2 comma, c.c., per gli immobili di proprietà delle province e dei comuni della specie di quelli indicati dal 2 comma del cit. art. 822, vige il regime stabilito dall’art. 824 c.c. Tale disposizione non qualifica i beni in questione alla stregua di demanio comunale e/o provinciale, limitandosi a stabilire che essi “sono assoggettati” al regime del demanio pubblico, che è ovviamente cosa ben diversa. Volendo applicare l’art. 824 c.c. anche ai beni immobili regionali riconosciuti di interesse storico, archeologico e artistico ‘a norma delle leggi in materia’, è evidente che deve farsi riferimento alle specifiche norme contenute nel Codice dei beni culturali. Il Codice all’art. 54, 1 e 2 comma, contiene il tassativo elenco dei beni inalienabili, che non comprende gli immobili dichiarati di interesse storico-artistico ai sensi dell’art. 10, comma 1 (l’inalienabilità è prevista per gli immobili dichiarati di interesse particolarmente importante ai sensi dell’art. 10, comma 3, lettera d). Per i beni immobili di proprietà degli Enti locali l’alienabilità è soltanto subordinata alla previa autorizzazione del Ministero ai sensi dell’art. 55 d.lgs. 42/2004.


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